aggiungi ai preferiti
segnala via mail
visite
0
0
0
0
1
7
6
The Field
FROM
Sverige
The Field, nome d'arte di Alex Willner (...), è un musicista svedese di elettronica minimale, sito a Stoccolma.
Il suo album di debutto, From Here We Go Sublime, uscito nel marzo 2007, è balzato agli onori della critica, finendo per diventare l'album più acclamato dell'anno secondo Metacritic che raccoglie la voce di quattordici autorevoli riviste del settore
0 persone l'hanno messo nei preferiti
Per cause di forza maggiore Dancity è costretta ad annullare la serata prevista per sabato 3 dicembre 2011 all’Auditorium S. Domenico di Foligno, in quanto uno dei componenti di The Field ha avuto un incidente per cui si è rotto due costole. Con enorme dispiacere per l’inconvenienteci scusiamo con il nostro pubblico e confidiamo nel poter realizzare il live del trio svedese durante la programmazione futura delle Dancity Nights, che vi invitiamo a seguire visitando il sito www.dancity.it.
Per maggiori informazioni scrivere una mail a info@dancity.it o contattare il 366 41 63 764.
Nella 2 giorni bolognese a distanza di una settimana l'uno dall'altro, in location adiacenti gli artisti più rappresentativi dei 2000's con i migliori album d'esordio del decennio. Degli Arcade Fire si è detto molto, di The Field un po' meno. Tagliamo corto. Il live non è stato all'altezzadelle aspettative. il burbero svedese detto anche Mr bevuta, ha fatto scaldare il pubblico solamente in un occasione. Quando s'è acceso una sigaretta. Folla in delirio. Per il resto un live abbstanza piatto, 6 pezzi di cui 3 non conosciuti e abbastanza bruttini. L'impianto dell'Estagon non ha di certo aiutato. Interessante l'utilizzo della batteria, senza di quella probabilmente la gente sarebbe andata via a metà concerto. La cosa che manca ad un live del genere è innanzitutto l'esperienza, si è vista proprio l'incompiutezza di un progetto che sicuramente si evolverà in qualcosa di più organico. L'asciuttezza d'intenti è risultata mancanza d'idee nella pratica. La scelta di finire un pezzo alla volta invece di fare un set unico di un ora e mezzo la trovo decisamente sbagliata e il magico trip ipnotico degli album perde tutta quella urgenza caleidoscopica che è alla base dell'originalità del sound di The Field. Mah... magari fra 1 anno proporrà qualcosa di più dinamico e coinvolgente. Diamogli tempo.
voto: 5 (a dispetto di un 9 per gli AF)
allungami